“Parole tossiche”, ovvero quando il sessismo avvelena il linguaggio.

frammenti di un discorso pedagogico

Graziella Priulla, Parole tossiche. Cronache di ordinario sessismo, Settenove Edizioni

Il saggio di Graziella Priulla costituisce una riflessione importante attorno agli automatismi verbali e alla «nuova povertà espressiva e culturale » (pag.10) verso la quale il nostro linguaggio si sta orientando. L’uso del turpiloquio e di espressioni volgari – lungi da essere un atto anticonformista, di rottura rispetto alla rigidità linguistica che ha caratterizzato il nostro codice nel secolo scorso – abbassa la soglia di disagio riempiendo « le nostre orecchie di parolacce e la nostra testa di luoghi comuni» (p.12). Connotato da una dimensione aggressiva rilevante, il linguaggio diventa «esso stesso violenza» (p.65): gli insulti – che si sostanziano nei luoghi comuni – si caratterizzano per essere di tipo sessuale per diventare «la spia di una concezione delle donne tanto diffusa, così profondamente radicata, da non essere più vista» (p.76).

Il tentativo del volume è quindi quello di…

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