Educare alle differenze Firenze 29 novembre: lavori in corso …

Al Giardino dei Ciliegi si lavora: si apre raccontandosi le esperienze.

Ci sono tante associazioni. Si lavora nelle scuole, soprattutto  medie e  superiori, ma anche nei territori, sono tante le iniziative di sensibilizzazione. Si lavora su stereotipi di genere, multiculturalità, orientamento sessuale, identità di genere,  intersessualità e variazioni nello sviluppo sessuale.

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Educare alle differenze: incontriamoci a Firenze il 29 novembre.

Il 20 e il 21 settembre si è svolta a Roma l’assemblea nazionale Educare alle differenze. Molte e molti di noi hanno seguito con attenzione i lavori di queste giornate, chi direttamente a Roma, chi leggendo su web i rapporti diffusi da Scosse a conclusione dell’iniziativa.

Pensiamo che adesso sia importante incontrarci qui a Firenze per confrontarci sui risultati di queste due giornate e per dialogare sulle proposte che sono emerse dai vari tavoli di lavoro. Riteniamo utile vederci anche per mappare le iniziative in corso, verificare le difficoltà riscontrate sulla nostra realtà territoriale e avviare un percorso comune di lavoro che possa darci reciproca energia.

Incontriamoci sabato 29 novembre a Firenze

alle  14,30 al Giardino dei Ciliegi in  via dell’Agnolo n. 5

A fine giornata, verso le ore 19,00 faremo un piccolo aperitivo.

Riteniamo utile proseguire il confronto a partire dai risultati romani, vi invitiamo pertanto  a leggere il report conclusivo e i rapporti e le proposte che sono emerse nei vari tavoli di lavoro che trovate allegati in mail. Potere leggerli anche qui: http://www.scosse.org/educare-alle-differenze-20-settembre-2014-roma/.

Potete leggere i libretti preparati dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali su “Educare alla diversità” a questa pagina: https://uniteinrete.wordpress.com/2014/09/12/educare-alle-differenze-perche-saremo-a-roma-il-20-e-21-settembre/.

Bee.com, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo, Coordinamento donne CGIL Toscana, Corrente Alternata, Cuntala, Genitori Rainbow, Gruppo Giovani Glbti*,  Il Giardino dei Ciliegi, Intersexioni, ISOS, IREOS,  Laboratorio per la laicità, Libere Tutte Firenze, META Onlus, Medu, Unite in rete Firenze, Associazione Progetto Arcobaleno.

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Leggi QUI come si è avviato il percorso a Firenze

Leggi QUI i report del 20 e 21 settembre a Roma

 

Se un direttore di testata vuole insegnarci come prevenire la violenza sulle donne

più che un giornalista, un maschilista.

Al di là del Buco

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Mi scrive Francesca Rivieri, responsabile del Centro antiviolenza D.U.N.A. di Massa, la quale viene intervistata da un giornalista di lagazzettadimassacarrara.it sul tema del linguaggio sessista in pubblicità. Il Centro sta organizzando un workshop su quel tema e nell’intervista Francesca ragiona sulla comunicazione a proposito di violenza sulle donne. Parla della rivittimizzazione delle donne uccise quando sui media un femminicidio viene descritto come un “omicidio passionale” e racconta come l’interazione tra chi si occupa di violenza sulle donne e chi offre notizie di cronaca sia necessaria per determinare un cambiamento culturale.

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Violenza sulle donne, la ‘Giornata’ è puro marketing

Al di là del Buco

Novembre è un bel mese dopotutto. Si festeggia “la violenza sulle donne”. Si contano i cadaveri di donne uccise. Parlamentari vanno in tour a fare marketing istituzionale e a raccontare di averci“messe in sicurezza” con un decreto che nessuna di noi ha voluto. Il colore rosso diventa simbolo di vittimizzazione invece che diforza e ribellione.

Nelle fiaccolate dedicate al martirio vedi agitare ceri e forconi in egual misura. Alcune aziende useranno la parola “femminicidio”come brand per ricavare introiti. A scuola ragazzi e ragazze, tra uno sbadiglio e l’altro, impareranno che un manifesto con corpo nudoporta inesorabilmente alla violenza. Un po’ come quando ti dicono che dalle canne si passa all’eroina.

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25 novembre, perchè questa data

25 novembre, perchè questa data

Perchè è stato scelto il 25 novembre come giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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le-sorelle-mirabal-mariposas-03La scelta del 25  novembre  viene fatta  a Bogotà nel 1980, dove si tiene il primo Incontro femminista internazionale. Le partecipanti accettano la proposta della delegazione Dominicana di rendere omaggio alle sorelle Mirabal brutalmente assassinate il 25 novembre del 1960 per ordine del dittatore Trujillo.

Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiara – con voto unanime – il 25 novembre “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a promuovere iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica. Studi e ricerche – in Europa e nel mondo –  dimostrano come la violenza sia la prima causa di morte e invalidità permanente per le donne fra i 16 e 44 anni. Ancora prima del cancro, degli incidenti stradali e della guerra.

Nel 2005 la “Marcia Mondiale delle Donne” invita tutte le donne ad appendere alle finestre un lenzuolo con scritto: “Mai più violenza…

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#Femminicidio: perché lei non lascia il suo carnefice?

Perché lei non se ne è andata? Ripeto che non so della situazione di cui parlo ma spesso ci si chiede perché lei, nonostante le botte, rimanga vicina all’uomo che le fa del male. Questa è una delle ragioni per cui le istituzioni paternaliste immaginano di doversi sostituire alla sua volontà. Ad ispirarne i provvedimenti sono donne e uomini che pensano che, appunto, sia necessaria l’irrevocabilità della querela, quelli che pensano che bisogna obbligarla in qualunque modo, incluso il ricatto di toglierle i figli da tutelare per via della violenza alla quale assistono. C’è chi ignora i percorsi dei centri antiviolenza, dei quali le istituzioni patriarcali in questi casi non tengono conto, ovvero quei percorsi che partono dal rispetto per l’autodeterminazione della donna, affinché lei si senta soggetto e protagonista della propria liberazione in grado di riacquistare l’autostima necessaria che le servirà a ricominciare.

Al di là del Buco

L’ultimo femminicidio di cui parla la cronaca ha per protagonisti un uomo e una donna i cui trascorsi erano già noti. Tiziana aveva già denunciato per maltrattamenti il marito e Antonino, armato di pistola, dopo l’ennesimo litigio, secondo quel che riportano i media, l’avrebbe uccisa e poi si è suicidato. Molte testate riportano il comunicato del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria che lamenta la grossa quantità di suicidi tra gli agenti impegnati in quella professione. Cosa c’entri il comunicato, la statistica sui suicidi con questo femminicidio non si capisce. Non so se il sindacato abbia avuto l’accortezza di comunicare qualche parola anche sulla donna vittima dell’assassinio ma, di sicuro, una analisi sui suicidi delle guardie nelle carceri può essere adeguata a misurare il loro stress, prima che lo stress di chi in quelle carceri è rinchiuso, è adeguata anche a verificare quali potrebbero essere le strategie preventive affinché queste guardie…

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