Pechino +20: cosa è stato fatto davvero in Italia? Le donne chiedono chiarezza e impegno vero.

“L’Italia, rispetto al tema dell’uguaglianza di genere, ha attirato l’attenzione e le critiche delle istituzioni internazionali diverse volte negli ultimi cinque anni.
L’Italia deve fare chiarezza e impegnarsi diversamente a partire dal periodo della sua Presidenza UE al fine di rispettare gli obblighi internazionali del Paese e dimostrare un radicale cambiamento di tendenza rispetto alla responsabilità che lo Stato ha e intende assumere nei confronti di tutte le donne che vivono in Italia per promuovere la parità di genere. ” 

La IV Conferenza delle donne (Pechino, 1995)  ha individuato ambiziosi obiettivi, ancora lontani dall’essere raggiunti. “La Dichiarazione e il Programma di azione adottati alla Quarta Conferenza mondiale dell’ONU sulle donne costituiscono uno spartiacque nella politica delle donne sul piano istituzionale. La Conferenza mondiale dell’ONU raccoglie infatti nei documenti che impegnano gli Stati, i Governi, le forze economiche, sociali politiche e culturali le novità più significative dei movimenti delle donne, soprattutto le elaborazioni del femminismo del sud del mondo, incentrate sulla valorizzazione della differenza di genere come leva per una critica alle forme attuali dello sviluppo e della convivenza sociale.  …

Il Programma di azione indica gli obiettivi strategici e le iniziative che i Governi e tutti gli attori economici e sociali devono assumere e realizzare. Esso ruota attorno a tre concetti chiave: GENERE E DIFFERENZA; EMPOWERMENT; MAINSTREAMING.

I governi ogni 5 anni predispongono un rapporto sulle azioni adottate.

Il governo italiano,  dopo aver chiamato alcune associazioni di donne ad un loro contributo, a giugno ha  inviato  il rapporto privo del contributo richiesto.

“Il quadro che ne emerge  – si legge sul Rapporto sull’attuazione della Piattaforma d’Azione di Pechino Rilevazione quinquennale: 2009-2014 Cosa veramente è stato fatto in Italia  rappresenta parzialmente la realtà che vivono ogni giorno le donne in Italia. Per questo motivo, noi, diverse organizzazioni per la promozione dei diritti umani, associazioni delle donne, ong, coordinamenti sindacali e singole esperte di genere, abbiamo promosso la redazione di un nostro rapporto Pechino 2009-2014, per valutare le scelte politiche e i processi messi in atto dalle autorità italiane in merito alle 12 aree della Piattaforma di Pechino nel periodo 2009-2014, come richiesto dal documento di UNWOMEN.

Principali criticità:
– la carenza di un sistema di raccolta, analisi e diffusione di statistiche di genere, che potrebbe  consentire il monitoraggio e la valutazione delle politiche messe in atto a diversi livelli;
– l’elevato livello di povertà femminile soprattutto nelle famiglie monoparentali, nonché il
progressivo assottigliarsi del già fragile sistema di welfare;
– l’insufficiente difesa della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi;
– il basso tasso di occupazione delle donne e la generale mancanza e precarietà di lavoro sia tra le nuove generazioni sia tra le over 40;
– la questione della violenza maschile sulle donne in assenza di un complessivo ed efficace sistema di contrasto e l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul;
– il monitoraggio dell’applicazione delle Convenzioni a partire dalla CEDAW (Convenzione per l’eliminazione delle discriminazioni contro le donne) e del sistema dei diritti umani delle Nazioni  Unite, nonché delle Risoluzioni dell’ONU su Donne, Pace e Sicurezza che riguardano da vicino un paese con un numero significativo di “missioni militari di pace” ed un costante flusso di arrivi di migranti, in particolare richiedenti asilo che provengono da zone di guerra e di conflitto;
– il rapporto donne e media;
– il riconoscimento delle problematiche ambientali collegate alle donne e alle loro esperienze e saperi, per garantire sicurezza sociale e risorse ambientali “pulite”e rinnovabili. …”

Leggi QUI il rapporto del Governo
Leggi QUI il rapporto delle donne.

Approfondimenti:
la piattaforma di Pechino
la convocazione della conferenza delle associazioni che hanno predisposto il rapporto ombra
un articolo di Simona Lanzoni di Fondazione Pangea Onlus che ha coordinato la rete delle donne e curato il rapporto.

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